Il manifesto
Il mondo è diventato una cosa che non si può toccare.
Viviamo dentro schermi che si accendono e si spengono.
Le parole nascono, scorrono, spariscono nello stesso istante.
Un pensiero dura quanto un pollice sul vetro.
Scriviamo senza sosta, e non resta niente.
Miliardi di messaggi al giorno, e nessuno pesa un grammo.
Tutto è copia. Tutto è ovunque. Tutto è già dimenticato.
Noi facciamo l'esatto contrario.
Prendiamo una parola sola, e la togliamo dal flusso.
La stampiamo.
Da qualche parte, in questo momento, una piccola macchina si sveglia.
Riga dopo riga, la tua parola lascia lo schermo.
Diventa calore, diventa inchiostro, diventa carta.
Rallenta. Prende peso. Diventa una cosa vera.
Non un file, non un post, non un backup.
Una copia sola, che si può tenere in mano.
In un mondo di copie infinite, un originale.
E poi la parte più strana, e più bella:
non la leggi tu.
La legge uno sconosciuto, da qualche parte nel mondo.
Nessun like. Nessun algoritmo. Nessun pubblico da conquistare.
Non saprai mai chi è. Non saprà mai chi sei.
Due estranei, tenuti insieme da un pezzo di carta, per un istante.
Scrivere a chi non conosci è la forma più onesta di scrivere.
Nessuno da impressionare. Solo qualcosa da dire.
È un piccolo atto di fiducia, lanciato nel buio.
Uno scontrino, di solito, si butta.
Questo, forse, qualcuno lo piega e se lo mette in tasca.
Forse lo tiene per anni. Forse è la cosa più gentile che riceve oggi.
Non sappiamo dove finirà la tua parola. Nessuno lo sa.
È esattamente questo il punto.
Scrivi qualcosa a qualcuno che non incontrerai mai.
Caro sconosciuto,